L'evoluzione del jeans e della camicia denim - DelSiena
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L’evoluzione del jeans e della camicia denim

Storia di un'icona della moda

L’evoluzione del jeans e della camicia denim

Le origini del Denim

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Lavoratori americani – anni ’30 circa

Il Denim, uno dei tessuti più conosciuti ed apprezzati nel mondo della moda, ha subìto una particolare e originale evoluzione nel corso della sua storia.

Il termine denim deriva innanzitutto dalla città di Nimes, del sud della Francia, luogo in cui la particolare stoffa di cotone e lino color indigo veniva prodotta e utilizzata già ai tempi del Medio Evo per gli abiti da lavoro. Le sue peculiari caratteristiche di robustezza e durabilità lo rendevano molto popolare negli ambienti lavorativi duri, come i porti. Parallelamente infatti, il termine denim trova un sinonimo della parola inglese blue jeans – proveniente dal francese bleu de Gênes (blu di Genova), dove i marinai e gli scaricatori di porto iniziano ad utilizzarlo per la loro tenuta da lavoro.

Nella seconda metà dell’800, grazie proprio al commercio oltre oceano dei genovesi, il denim sbarca in America, dove troverà grande successo tra i minatori e i cercatori d’oro. Nasce così il celebre e fortunato pantalone a 5 tasche prodotto a San Francisco da Levi Strauss nel 1853.

Tra moda e anti-moda

Nei primi decenni del ‘900 il jeans comincia a farsi spazio degli ambienti extra-lavorativi americani, diventando un tessuto casual per il tempo libero. In Europa arriverà in seguito, grazie alle truppe di liberazione e riuscirà a conquistare popolarità tra le masse grazie ai divi del cinema e della musica americani come James Dean, Marlon Brando o Elvis Presley.

In seguito, negli anni ’60, i blue jeans diventano l’indumento più indossato nelle rivolte studentesche, conquistando quindi una connotazione ideologica: sono il simbolo del rifiuto giovanile delle convenzioni sociali, il capo più semplice e egualitario che unisce tutte le classi sociali.

Da questo momento in poi il denim comincia la sua scalata del mondo fashion. S’impone in tutta la moda giovanile negli anni ’70 grazie alla sua diffusione tra gli studenti e gli hippy, che reinventano uno stile tutto nuovo fatto di frange e pantaloni a zampa d’elefante. Sarà poi negli anni ’80 che le prime maisons della moda introdurranno il jeans nelle loro collezioni, facendo esplodere la sua celebrità e rendendo del denim il tessuto più diffuso e amato.

James Dean in “Gioventù Bruciata” – 1955

foto campagna jeans

Dall’archivio pubblicitario moda degli anni ’80

Un capo globale

Dagli ultimi decenni del Ventesimo secolo ad oggi, i blue jeans sono diventati il capo moda più globalizzato. Superando i confini territoriali e culturali, eliminando le differenze sociali, di età e di sesso, il jeans è ancora oggi il tessuto onnipresente e trasversale ad ogni contesto. Rappresenta un cult, il must-have per eccellenza per la sua versatilità, praticità e per il suo stile unico.

Inoltre il tessuto denim non rappresenta solo il materiale per eccezione dei pantaloni a 5 tasche, ma viene utilizzato anche nella realizzazione di altri capi come giacche, camicie, abiti, borse e cappelli, indumenti dissimili tra loro che esprimono però lo stesso stile.

Il denim nella camiceria

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Camicia Delsiena – Collezione P/E2017

Come nel caso dei pantaloni, la camicia di jeans è un’icona fashion da sempre diffusa nella moda casual.

I diversi stili, dal country al più classico, possono declinare la camicia di jeans in tante possibili varianti ed interpretazioni. Nello stile western, ad esempio, spesso presenta il taschino, a volte doppio, con pattina e bottone automatico a pressione.

Anche il collo della camicia può essere di diversi modelli: a punta, oppure aperto, o button down; quasi sempre però si tratta di un collo morbido, destrutturato e cucito con impunture non a margine ma a distanza di 5 o 7mm.

A differenza dei blue jeans, la camicia denim è generalmente realizzata in tessuto gabardine, decisamente più morbido e leggero del rigido tessuto usato per i 5 tasche.

I trattamenti e i lavaggi che vengono utilizzati nella camiceria sono invece uguali a quelli usati per i pantaloni: tra questi il Blench, lo Stone, il marmorizzato, il sabbiato, e l’invecchiato.

Per colorare il tessuto della camicia viene infine utilizzato l’indaco che trasforma il filo dal colore bianco grezzo al classico blu.

Un nuovo concetto di camicia denim

Nel corso dell’ultimo quinquennio la camicia denim ha subito un’ulteriore evoluzione, non sostanziale ma piuttosto stilistica e di concezione, una lenta ma costante trasformazione nell’immaginario collettivo.

Grazie ai tessuti denim sempre più morbidi ed ai colli sempre più confortevoli ma impeccabili, la camicia di jeans, una volta capo casual per eccellenza, viene considerato sempre più un indumento classico al pari della camicia bianca.  Può essere indossata tutti i giorni, sempre più frequentemente come sotto giacca e perfino abbinata alla cravatta.

Senza nemmeno accorgerci, negli ultimi anni abbiamo fatto spazio alle camicie denim nel nostro armadio, accanto alle camicie bianche, a quelle azzurre e a quelle a righe, considerandole sì un capo da tempo libero, ma da indossare altrettanto volentieri anche in occasioni un po’ più formali e speciali.

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